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L’OMS, insieme all’Istituto nazionale di malattie infettive Spallanzani, ha evidenziato che gli animali domestici non sono un pericolo per la diffusione del coronavirus. Tra le istruzioni indicate nel vademecum diffuso c’è un punto dedicato proprio agli animali: “Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus”.

Il virus cinese ha scatenato paura ed instabilità anche nel nostro Paese. Per questo motivo è importante rassicurare anche riguardo gli animali domestici.

In varie zone della Cina molti animali domestici sono stati abbandonati e, in alcuni casi, uccisi perché ritenuti la causa della diffusione del coronavirus. Nonostante molti abbiano smentito la notizia, tra cui “Chengdu Pet Adaptation Platform”, associazione animalista che si occupa della difesa degli animali domestici, si è ugualmente diffusa una psicosi che ha provocato una strage di animali domestici: per le strade di Shangai sono stati ritrovati cinque gatti uccisi ed è stato vietato ai cittadini di dar da mangiare ai randagi. A Wuhan, invece, un quartiere ha vietato ai suoi residenti di portare fuori casa i propri animai domestici. In varie zone della Cina molti cani sono stati uccisi a bastonate e altri lanciati da finestre di edifici multipiano. Su molti social cinesi è stato anche diffuso un video che mostra delle persone uccidere un labrador nero a bastonate.

In Italia ogni anno vengono abbandonati 50 mila cani e 80 mila gatti che vanno a incrementare il numero di randagi, pari a circa 900.000. È, quindi, importante diffondere una corretta informazione per evitare gli abbandoni.