Un salvavita per i nostri cuccioli
Dal 2004 è entrata in vigore una legge che stabilisce che gatti e cani, per poter andare all’estero, devono essere muniti di passaporto e identificati tramite un microchip.
Questo microchip, però, ha un’utilità ben più ampia, ossia quella di avere maggiore controllo sui nostri piccoli amici a quattro zampe, contrastando quindi l’abbandono e rischi di smarrimento.
Per quanto riguarda i cani questo chip è già obbligatorio in tutta Italia, mentre per tutelare i gatti La Regione Lombardia è la pioniera, rendendo obbligatorio il microchip per tutti i micetti nati o acquisiti a partire dal 1° gennaio 2020. Sussistono sanzioni nel caso di trasgressione.
Perché il microchip è importante?
All’interno del microchip è presente il codice di identificazione proprio di ogni singolo cucciolo, che servirà poi a risalire a tutte le sue informazioni essenziali.
Non serve a localizzare l’animale, ma permette di conoscerne l’identità attraverso un lettore di cui tutti i veterinari devono essere in possesso.
Ovviamente esiste anche un altro microchip con GPS in grado di localizzare il nostro cucciolo, non obbligatorio ma estremamente consigliato.
Come va inserito il microchip?
La procedura di inserimento del microchip è estremamente semplice, consiste in un’iniezione sottocutanea (nella porzione laterale del collo) molto veloce, effettuata tramite un apposito ago sterile. È uno strumento elettronico molto piccolo e leggero (di circa 11 millimetri di lunghezza 2 di diametro). Il dispositivo, definito transponder, è una capsula di vetro innocua per la salute del cucciolo.
Il dispositivo può essere impiantato già a partire dal secondo mese di vita del cucciolo, ma sarà il veterinario a indicarci il momento più opportuno.
Nonostante la semplicità della procedura è necessario che venga sempre controllata da un veterinario per garantire delle condizioni igienico-sanitarie adeguate, ed essere sicuri del corretto svolgimento dell’operazione.
La sicurezza del microchip
A questo punto potrebbe sorgere una domanda: “è sicuro per la salute dei nostri animali?”
La risposta è sì, non c’è alcuna emissione di onde elettromagnetiche o altri fenomeni che possano provocargli danni. La stessa somministrazione del vaccino viene effettuata dai veterinari in maniera rapida, indolore e precisa.
Per chi ancora non è convinto della sicurezza di questo microchip, bisogna sapere che la tecnologia RFI (acronimo di Radio Frequency Identification) di cui si avvale, si attiva solo al passaggio dell’apposito strumento di lettura da parte del veterinario.
L’importanza dell’Anagrafe animali
Nel 1991 è stata istituita l’Anagrafe animali d’affezione, un registro nazionale di animali domestici identificati grazie al microchip. Tramite la banca dati dell’anagrafe, inserendo il codice identificativo del microchip dell’animale, è infatti possibile risalire alla loro identità.
È suddivisa in diverse anagrafi territoriali su base regionale, con lo scopo di semplificare l’identificazione degli animali ritrovati in mezzo alla strada.
Se tutti i nostri piccoli amici fossero identificati con il microchip e iscritti nell’anagrafe degli animali d’affezione, si garantirebbe la loro tracciabilità, e in caso di smarrimento, sarebbe semplicissimo ricondurli dal loro proprietario.
Questo è un problema che riguarda ancor più i gatti, che sono molto più soggetti ad abbandoni e smarrimenti.
Come funziona il microchip dei gatti all’estero?
A differenza dell’Italia, altri Paesi hanno già applicato dei rimedi migliori per la salute dei gatti:
- in Francia dal 2012 tutti i gatti dai 7 mesi in su devono avere il microchip;
- in Slovacchia e in Spagna vi è l’obbligo di microchip dal 2014;
- in Lituania dal 2016 vi è l’obbligo di registrazione per tutti i gatti.
Rivolgersi ad un veterinario per impiantare il microchip è fondamentale per la salute dei nostri amici a quattro zampe perché rappresenta un vero e proprio salvavita.